Cicatrici: cosa succede nella fascia e perché è fondamentale trattarla
Cicatrici da interventi chirurgici: cosa accade dentro la fascia
Ogni intervento chirurgico va a semplificare e ridurre la complessità del nostro corpo. Pensate che dopo un parto cesareo i 7 strati che vengono tagliati si riducono generalmente a 3. Questo succede anche in caso di laparoscopia, di sicuro un intervento meno invasivo ma comunque alcuni strati vengono “bucati”. Le conseguenze sono una limitazione di scivolamento tra queste parti, zone di tensione e dolore.
Mi è capitato di sentire forti restrizioni e aderenze anche in interventi avvenuti parecchi anni fa, come la classica appendicite da bambini per questo è importante raccogliere una buona anamnesi che vada anche indietro nel tempo.
E’ importante intervenire appena le condizioni lo consentono, per permettere ai tessuti di rimanere elastici e morbidi senza irrigidirsi e fare in modo che la cicatrizzazione avvenga secondo le fisiologiche linee di forza senza retrazioni.
Ha senso trattare le cicatrici dopo molto tempo e addirittura anni?
Si perchè anche se il corpo con l’età perde in elasticità può continuare a imparare e integrare situazioni non perfette. Inoltre una cicatrice non trattata può avere dei risvolti posturali e inaspettati. Ricordo ancora una paziente con un forte dolore alla spalla destra legato a una vecchia operazione di calcoli alla cistifellea, abbiamo dovuto lavorare sulla cicatrice per liberare il movimento della spalla.
Esistono diversi metodi di trattamento per la fascia quello che propongo io in particolare è l’induzione miofasciale ovvero una tecnica che prevede molto ascolto manuale per riequilibrare i tessuti e permettere che recuperino direzioni di movimento bloccate. È un tipo di trattamento che amo in modo particolare perchè si tratta di mettersi in ascolto attraverso le mani e di dare fiducia al corpo. Oltre a questo possono essere di aiuto massaggi della cicatrice con l’obiettivo di scollare i vari strati di loro e l’apprendimento di esercizi di autotrattamento per continuare a lavorare a casa in autonomia. Può essere utile la Tecar® terapia, oppure anche l’applicazione di kinesiotaping® può supportare e dare continuità al lavoro svolto con il fisioterapista.
Perché è importante fare fisioterapia dopo un intervento chirurgico, oppure dopo un trauma o un incidente?
Diversi possono essere i motivi di intervento all’addome per cui non si può dire a priori che sia sempre necessario andare dal fisioterapista o magari non immediatamente o addirittura esistono delle controindicazioni.
Più l’intervento è stato importante come dimensioni o complessità e più avrà creato uno squilibrio del corpo. A volte questo non è evidente, altre volte le sensazioni rportate possono essere macroscopiche.
Il trattamento può essere manuale per andare a lavorare sulle cicatrici, sulle tensioni muscolari superficiali o profonde, sul ripristino della moblità viscerale.
Se l’intervento è stato diretto ai muscoli, come nel caso di una diastasi dei retti o di un parto cesareo, sarà opportuno reimparare una corretta modalità di attivazione per tutelare tutta la cintura addominale, schiena compresa.
